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sabato 20 febbraio 2016

Questo è fare l’insegnante

Questa si ripete più o meno un paio di volte a settimana, o almeno ogni volta che conosco qualcuno di nuovo.

– E tu, che lavoro fai?
– Il prof.
– Ah.
– Già.
– E… com’è?

Di solito rispondo “Eh, figo”. Ma quello che vorrei dire in realtà è questo.


Stare in una stanza con venticinque persone di cui almeno venti non hanno nessuna voglia di essere lì.
Questo, è fare l’insegnante.

Partire da casa con sei matite, dodici penne e ventotto pennarelli, e tornare a casa con in tasca solo una mezza matita mangiucchiata. Che non è neanche tua.
Questo, è fare l’insegnante.

Avere amici che ogni volta che ti vedono, dopo il saluto, ti dicono: “Beato te che non fai un c…”.
Questo, è fare l’insegnante.

Dire una parola, o un’altra, e sapere che ogni volta la scelta potrebbe cambiare la vita di qualcuno. A volte pure la tua.
Questo, è fare l’insegnante.

Ricevere messaggi su whatsapp da gente che non senti da mesi e che ti chiede come si scrive una parola, come se ne dice un’altra, o se si può dire “a me mi”.
Questo, è fare l’insegnante.

Asciugare lacrime, tenere mani, ascoltare silenzi. Spendere parti considerevoli del proprio stipendio in tè caldi offerti a studenti arrabbiati, ragazze doloranti, colleghi vicini a una crisi di nervi.
Questo, è fare l’insegnante.

Trovarsi di fronte a figli incazzati con i genitori, genitori incazzati con i figli, e soprattutto a genitori incazzati con te.
Questo, è fare l’insegnante.

Correggere per cinque ore di fila congiuntivi sbagliati, verbi presi a calci, sintassi torturate. E poi, al primo piccolo “Ma però” detto in velocità, subire la gogna eterna.
Questo, è fare l’insegnante.

Inscenare incazzature con tanto di monologhi shakespeariani degni di una candidatura all’Academy Awards.
Questo, è fare l’insegnante.

Vedere in prima fila storie d’amore strazianti che sbocciano il lunedì e finiscono il venerdì.
Questo, è fare l’insegnante.

Rispondere ogni giorno a tonnellate di domande di ogni genere, dalla riproduzione dei pesci-palla alla possibilità di una invasione aliena sulla Terra, ma soprattutto a una, sempre la stessa, che è:“Posso andare in bagno?”.
Questo, è fare l’insegnante.

Dividere risse, evitare incidenti potenzialmente mortali, rischiare l’infarto dalle due alle trenta volte al giorno.

Questo e poi tipo un milione di altre cose, è fare l’insegnante.
Ed è qualcosa che non farei a cambio con niente al mondo.

(Sì, lo so che non si dice “qualcosa che non farei a cambio”. Ma mi piace così. Almeno qui, lasciatemelo dire)
Autore articolo


Enrico Galiano

Insegnante, scrittore

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lunedì 16 marzo 2015

INFO SITO ISTITUTO COMPRENSIVO MONTERENZIO

Si comunica alle famiglie interessate che in data odierna 11/03/2015 è stata pubblicata all’albo della Scuola Secondaria di I grado la graduatoria provvisoria delle iscrizioni alla Scuola dell’Infanzia per l’a.s. 2015/2016.


Si avvertono le famiglie degli alunni che è previsto uno sciopero generale del comparto scuola per il giorno 17/03/2015.
Pertanto, verificata l’adesione e la sola presa visione dei docenti, si comunica che le normali attività didattiche
POTREBBERO NON ESSERE GARANTITE
Alla luce della normativa vigente in materia di sicurezza e sorveglianza degli alunni, le famiglie degli alunni delle scuole dell’infanzia, delle scuole primarie e della scuola secondaria dovranno verificare all’ingresso la presenza dei docenti della prima ora di lezione.


La Pubblica Assistenza di Monterenzio, in collaborazione con l’Istituto Comprensivo di Monterenzio organizzano i seguenti incontri in orario scolastico:
IL 13 APRILE 2015 PRESSO LA SCUOLA ELEMENTARE DI CA’ DI BAZZONE
IL 20 APRILE 2015 PRESSO LA SCUOLA ELEMENTARE DI MONTERENZIO

martedì 25 novembre 2014

LABORATORIO BISCOTTI NATALE

Vi ricordiamo che domenica 30 Novembre si terrà il laboratorio di biscotti tenuto da Marina, invitandovi a partecipare vi lasciamo la ricetta da utilizzare per l'impasto: chi volesse la può già preparare a casa e portarlo poi direttamente all'appuntamento!!!!
I partecipanti possono portare formine, accessori e decorazioni per la realizzazione dei biscotti. 

Tutto il prodotto sarà impacchettato e venduto al mercatino di Natale della festa che si terrà sabato 13 dicembre presso le scuole medie di Monterenzio: il ricavato andrà devoluto interamente alle scuole di Monterenzio.

Frolla di Natale:

390 g di farina
170 g di burro
120 g di  zucchero semolato
3 tuorli
1 buccia grattugiata di un limone
1 pizzico di sale

Lavorare bene il burro morbido con lo zucchero e la buccia grattugiata del limone ottenendo una crema chiara. Aggiungere un tuorlo alla volta continuando a impastare.
Aggiungere la farina e il sale,impastare tutto velocemente e formare una palla liscia ,avvolgerla nella pellicola e fare riposare in frigo per 30 min. 

martedì 18 novembre 2014

LABORATORIO BISCOTTI FESTA DI NATALE

Vi ricordiamo che domenica 30 Novembre si terrà il laboratorio di biscotti tenuto da Marina, invitandovi a partecipare vi lasciamo la ricetta da utilizzare per l'impasto: chi volesse la può già preparare a casa e portarlo poi direttamente all'appuntamento!!!!
I partecipanti possono portare formine, accessori e decorazioni per la realizzazione dei biscotti. 

Tutto il prodotto sarà impacchettato e venduto al mercatino di Natale della festa che si terrà sabato 13 dicembre presso le scuole medie di Monterenzio: il ricavato andrà devoluto interamente alle scuole di monterenzio.

Frolla di Natale:

390 g di farina
170 g di burro
120 g di  zucchero semolato
3 tuorli
1 buccia grattugiata di un limone
1 pizzico di sale

Lavorare bene il burro morbido con lo zucchero e la buccia grattugiata del limone ottenendo una crema chiara. Aggiungere un tuorlo alla volta continuando a impastare.
Aggiungere la farina e il sale,impastare tutto velocemente e formare una palla liscia ,avvolgerla nella pellicola e fare riposare in frigo per 30 min. 

mercoledì 21 maggio 2014

PASTA MADRE DAY: AGGIORNAMENTI

Per il mercatino
visto la carenza di tavoli legata all'aumento delle attività da parte dei volontari vi chiediamo di venire con vostra attrezzatura (tavoli, sedie,altro). Grazie

Per l'attività dei Forni Solari: 
Simona e Lorenzo ci hanno comunicato che saranno al parco dalle ore 11 in poi questo perchè c'è bisogno di molto sole per riuscire a cucinare pasta, pizza, pane e avrebbero piacere di fare una vera dimostrazione!!!! 
Nel pomeriggio faranno cucina con meno bisogno di calore: the, caffè da offrire ai presenti.
Quindi chi avesse piacere di parlare  con loro e vedere cosa fanno è invitato a venire a curiosare dalle 12.00 in poi. 

Naturalmente tutto il resto rimane invariato!!!

Vi aspettiamo


martedì 4 marzo 2014

MARTEDI' GRASSO

Happy Pancake day!


Fettisdagen, Fastnach, Mardì gras, Shrove Tuesday, oggi in molte parti del mondo si festeggia il Martedì grasso.
La tradizione vuole che in questo giorno che precede l'inzio della quaresima si consumino tutti i cibi grassi che sono in casa, proibiti nel periodo che precede la Pasqua.

In Gran Bretagna, negli Stati Uniti e in altri paesi anglofoni il martedì grasso è anche conosciuto come Pancake day, la giornata del pancake.
Oggi per molte persone è consuetudine mangiare pancakes, a colazione, merenda piuttosto che a cena. Queste "frittelle dolci" contengono infatti un po' di quegli ingredienti grassi e proibiti come uova, burro e zucchero.
Ma non è tutto.
In alcune città, scuole, famiglie si disputano vere e proprie competizioni in cui si corre con una padella in mano contenente un pancake freddo. Per vincere occorre farlo "saltare" in aria per almeno tre volte.
Pare che questa usanza derivi da un fatto avvenuto già nel XV secolo.
Una donna stava preparando i pancakes in occasione del martedì grasso quando fu interrotta dal suono delle campane che annunciavano l'ora della confessione. Temendo di far tardi in chiesa, con il grembiule ancora indosso e la padella in mano, uscì di casa correndo mentre i pancake incuranti continuavano a cuocere...

AMERICAN PANCAKES

150 gr. di farina
2 cucchiaini di lievito in polvere
un pizzico di sale
2 cucchiai di zucchero
1 uovo
240 ml di latte
30 gr di burro fuso
Per guarnire:
Burro, sciroppo di acero, frutti di bosco, fragole, banane e quant'altro.

Mescolate in un recipiente tutti gli ingredienti secchi e in un'altra quelli liquidi.
Unite il tutto e mescolate solo un po' con una frusta. L'impasto non deve risultare liscio bensì denso e grumoso.
Mettete una noce di burro in un tegame d'acciaio (va bene anche una padella antiaderente ma io preferisco usare il primo) e solo quando è completamente sciolto (fate la prova con un po' d'acqua) e bollente versate un po' d'impasto al centro.
Non appena si formano le bolle sulla superficie girare il pancake e cuocere fino a farlo dorare leggermente.
Mangiatelo caldo con una noce di burro e tanto sciroppo di acero.

Happy Pancakes day!

giovedì 27 febbraio 2014

GIOVEDI' GRASSO

Schiacciata alla Fiorentina. Aspettando il Carnevale...

"Semel in anno licet insanire” si diceva già ai tempi dei latini, una volta l'anno è lecito fare follie.

E allora quale miglior occasione del Carnevale alle porte? Mascherarsi nelle fogge più strane e bizzarre, fingere per un giorno di essere quello che non si è tra canti , balli, coriandoli, e naturalmente scherzi perchè a carnevale ogni scherzo vale.
Questo rito pagano viene festeggiato in tutto il mondo con celebrazioni diverse che rispecchiano differenti culture e tradizioni.
Anche il cibo riflette pienamente lo spirito di questa festa e ogni regione vanta secolari ricette che si tramandano nel tempo.

Oggi vorrei cominciare questo piccolo viaggio intorno alle tradizioni carnevalesche con una ricetta della Toscana, la schiacciata alla fiorentina.

Le vetrine delle pasticcerie di Firenze traboccano di dolci e biscotti, tra coriandoli e stelle filanti la regina della festa è però sempre lei. Ripiena di crema, panna, cioccolata o come vuole la tradizione semplice e ricoperta di zucchero a velo. E' la nostra schiacciata unta, come veniva chiamata un tempo, quando era ancora fatta con il lardo perchè in questo periodo si ammazzava il maiale.

Ogni pasticceria ha la sua ricetta segreta , io vi propongo questa semplicissima ma davvero ottima

domenica 2 febbraio 2014

CANDELORA E GIORNO DELLA MARMOTTA

Oggi si festeggia la CANDELORA.

Questa festività prende il nome dalle candele. E’ una ricorrenza legata alla luce, alla purificazione, alla fecondità e alla prosperità.
Al tempo dei Romani, era una festa dedicata al dio Pan.
Fu in seguito cristianizzata per ricordare la presentazione di Gesu’ al Tempio di Gerusalemme, 40 giorni dopo la nascita (Secondo la tradizione ebraica, i primogeniti dovevano essere consacrati al Signore).

Il giorno della Candelora era costume benedire, in chiesa, le candele che sarebbero state usate per il resto dell’anno. Queste candele venivano poi accese durante i temporali per allontanare i fulmini, o nella camera di un morto per cacciare gli spiriti maligni. Le si accendeva anche durante la semina, portandole in giro in processione attraverso i campi e le vigne.

Un proverbio francese recita:

Celui qui la rapporte chez lui allumée
Pour sûr ne mourra pas dans l’année

(Chi riporta – il cero – a casa senza che la fiamma si spenga, 
non morirà quest’anno).

Nel Medioevo il giorno della Candelora rappresentava la fine dell’inverno e l’ingresso nella nuova stagione.

In Francia, la tradizione vuole che il giorno della candelora si facciano le Crêpes.
La loro forma circolare rievoca quella del sole, che presto tornerà a splendere. Se ne possono fare a volontà, senza più dover economizzare la farina, perché presto il grano sarà maturo nei campi.

Bisogna farle saltare in aria con la mano destra, tenendo una moneta (d’oro) nella sinistra. Si tratta di un “rito” propiziatorio, che assicurerà un buon raccolto di grano, e prosperità per la famiglia.

La nostra ricetta per le crêpes dolci (dosi per 20 crêpes):
500g di farina
250g di zucchero
3 uova
1 litro di latte
25g di burro
1 bustina di zucchero vanigliato
1 pizzico di sale
Farcitura a piacere.

Mescolate la farina, lo zucchero, lo zucchero vanigliato e il sale. Aggiungete le uova e incorporate, poco a poco, mezzo litro di latte. Lavorate il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo. Aggiungete il burro (fuso) e il resto del latte. Lasciate riposare un’ora. Fate cuocere a fuoco vivo sull’apposita padella, leggermente oleata, poi farcitele a piacere.



Si dice che gli animali in letargo si sveglino in giorno della Candelora. Se c’è il sole, spaventati dalla propria ombra, torneranno nelle loro tane per altri 40 giorni. Se invece è nuvolo, rimarranno fuori, annunciando una primavera precoce.

2 FEBBRAIO: IL GIORNO DELLA MARMOTTA

Mentre in Italia e in Francia si celebra la Candelora, negli Stati Uniti e in Canada si festeggia il Groundhog Day. Come vuole la tradizione, Phil la marmotta esce dalla sua tana e se vede la sua ombra ci saranno ancora sei settimane di inverno. Se non la vede allora l'aria di primavera è già dietro l'angolo.
Groundhog Day

Il template per creare la sagoma di Phil.

lunedì 6 gennaio 2014

6 GENNAIO - TRADIZIONI DAL MONDO II

Re per un giorno


Fili di saggina persi lungo un sentiero immaginario, un segreto da scoprire, un tesoro da cercare mentre in casa tutto è ancora silenzio, solo gocce di pioggia che si scontrano con i vetri bagnati, occhi che sorridono.

Accanto al bicchiere vuoto, il piatto con le briciole, i minuscoli residui di cenere, sul tavolo c'è un angolo di Francia.



Una gallette des Rois, un modo di festeggiare questo giorno prendendo in prestito le tradizioni di altri paesi.

Insieme alla tradizione tutta italiana della befana oggi abbiamo voluto festeggiare così l'epifania, con questo dolce magico, un fagiolo e la sua corona.






"C'era una volta tanto tempo fa, un paese lontano lontano in cui in un certo periodo dell'anno tutti potevano diventare re per un giorno..."

Sembra quasi una fiaba questa tradizione francese che risale ai tempi dei Saturnali.

La gallette des rois o corona del re è una torta di pasta sfoglia ripiena di frangipane al cui interno veniva nascosta una fave, un fagiolo secco che oggi è stato sostituito da una statuina.

Il rito prevede che la torta venga divisa in tante fette quanti sono gli invitati. Il più giovane va sotto il tavolo e nomina a turno ogni persona per ogni fetta.

Chi trova la fave può indossare la corona e diventare re o regina per un giorno.

Normalmente si fa in modo che a trovare la fave sia naturalmente il più piccolo.



Gallette de Roi, la ricetta





2 rotoli di pasta sfoglia

1 tuorlo d'uovo

100g di mandorle in polvere (io le ho tritate con il frullatore)

80g di zucchero

2 uova

50g di burro



Per la crema pasticcera

2 tuorli d'uovo

250 ml di latte

60 g di zucchero

20 g di maizena

1 bustina di vanillina


Preparare la crema pasticcera:


Portare ad ebollizione il latte con metà dello zucchero e la vanillina . Sbattere i tuorli con lo zucchero rimanente fino ad ottenere una miscela cremosa, unire la maizena e versare nel latte caldo. Lasciare addensare a fuoco basso mescolando continuamente. Far raffreddare.

Mescolare il burro ammorbidito con lo zucchero, aggiungere le uova, le mandorle tritate poi la metà della crema pasticcera. Si ottiene così una crema Frangipane.

Lasciar riposare per circa mezz'ora.

A questo punto stendere la pasta sfoglia( io ho usato la confezione già tonda) mettere la crema al centro lasciando circa due tre centimetri dal bordo e spennellare con il rosso i bordi.

Inserire il fagiolo o la statuina vicino al bordo e poi coprire con il secondo cerchio di pasta sfoglia, premendo i margini per saldare i due dischi.



Con la punta stondata di un coltello fare un disegno sulla torta.




Spennellare la superfice con il rosso d'uovo escluso i bordi per ottenere un effetto brillante.

Cuocere in forno ventilato 10 minuti per 210° e altri 20 minuti a 180°.