martedì 29 luglio 2014

ARTICOLO INTERESSANTE

Vacanze scolastiche

L’anno scolastico è terminato e mentre gli studenti sono in vacanza si accende il dibattito sulla durata delle vacanze estive. Troppo lunga la pausa estiva delle scuole italiane? Gli altri paesi europei come si organizzano?
La nuova definizione dei calendari scolastici prevede che, già da questa estate, le scuole italiane per la pausa estiva chiuderanno i battenti per 14 settimane, anziché 13, eccetto la Provincia autonoma di Bolzano che riduce a 12 settimane la durata delle vacanze estive.

Il calendario scolastico varia molto tra i paesi europei, in particolare tra i paesi del nord e sud Europa.   Negli stati del nord come Danimarca, Finlandia, Svezia, Norvegia e Islanda solitamente gli studenti tornano sui banchi  tra la seconda metà e la fine del mese di agosto, mentre in Grecia, Portogallo, Turchia e Italia generalmente si torna a scuola nella seconda metà del mese di settembre.
Nei paesi europei  quindi la durata della pausa estiva è estremamente variabile; si va dalle 6 settimane di Danimarca, Germania e Regno Unito, alle 13 settimane di Italia, Lettonia, Lituania e Turchia, con Austria, Belgio, Francia, Irlanda e R. Slovacca che prevedono in media 9 settimane di chiusura estiva.
Generalmente  nei paesi come Danimarca, Germania e Regno Unito, dove  le vacanze estive sono brevi,   vi sono molte pause distribuite nell’arco dell’anno, rendendo così il calendario scolastico discontinuo; in Germania  è prevista una pausa autunnale che va dal 30 settembre al 2 novembre, nel Regno Unito le vacanze pasquali durano due settimane ed in Danimarca è prevista una pausa di una settimana nel periodo di carnevale.  Invece nei paesi come l’Italia, che godono di una lunga pausa estiva, l’anno scolastico è meno frammentato e denso  d’impegni per studenti e insegnanti.
Queste differenze tra i paesi europei alimentano il dibattito sull’opportunità o meno di rivedere il calendario scolastico italiano, riducendo il tempo delle vacanze estive a favore di un aumento di pause brevi durante l’anno, come già avviene nei paesi del nord Europa. A favore di questa ipotesi c’è chi sostiene che un lungo periodo di pausa possa causare difficoltà in alcuni studenti  (Summer Learning Loss) ma allo stesso tempo è necessario ricordare che le strutture scolastiche italiane non sono adeguate per permettere lo svolgimento delle attività scolastiche anche nei mesi più caldi e che se gli insegnanti dovessero prolungare l’attività didattica anche d’estate, dovrebbero trovare il modo di giostrare le lezioni tra scrutini ed esami conclusivi.
L’interrogativo al momento rimane senza risposta:  sarebbe opportuno  ripensare il calendario scolastico con vacanze più brevi, ma sparse durante l’anno o concentrarsi sul rientro a settembre degli studenti con attività didattiche mirate ad attutire gli effetti della lunga pausa estiva?

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