mercoledì 30 aprile 2014

SCUOLA ITALIANA

A scuola di diversità

Anche quest’anno il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca approfondisce, con la nuova indagine sugli alunni con cittadinanza non italiana, i diversi aspetti di una realtà sempre più stabile e strutturale

Il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, in collaborazione con la Fondazione Ismu (Istituto per lo Studio della Multietnicità), ha svolto un’indagine sugli “Alunni con cittadinanza non italiana” che hanno frequentato l'anno scolastico 2012/2013.
La ricerca rileva una crescita continua del numero di alunni con cittadinanza non italiana che sono l'8,8% sul totale degli iscritti, mentre nell'anno scolastico precedente erano l'8,4%.
Emerge inoltre che sono in aumento gli alunni di seconda generazione: il 47,2% degli studenti stranieri sono nati in Italia. Percentuale che sale all'80% nelle scuole dell'infanzia e al 60% nella primaria. La presenza di alunni con cittadinanza non italiana è concentrata maggiormente nelle regioni del Nord e del Centro.
Il territorio con la percentuale più alta di scuole con i tassi di incidenza di alunni stranieri del 50% è l’Emilia Romagna, con il 2%, regione che da sempre è in testa per percentuale di alunni stranieri in Italia.
Gli alunni con cittadinanza non italiana sono principalmente di origine rumena,148.602, albanese, 104.710 e marocchina, 98.106. Riguardo al genere si rileva che le femmine sono presenti in numero quasi pari alle compagne di origine italiana e nelle scuole superiori le studentesse di origine immigrata superano per incidenza quelle italiane, soprattutto nel Nord est dove sono il 50,4% contro il 49,1%.
Secondo il Miur pur permanendo livelli di "ritardo scolastico ancora significativi" gli alunni con cittadinanza non italiana raggiungono  buoni risultati scolastici. Il ritardo scolastico si riduce significativamente per gli studenti di seconda generazione: le loro performance si avvicinano a quelle degli italiani (in particolare nelle prove di lingua straniera) e sono migliori di quelle dei loro compagni nati all'estero. In alcune regioni del Sud le differenze tra gli italiani e gli studenti di seconda generazione tendono ad invertirsi: in Campania gli stranieri nati in Italia hanno un rendimento scolastico migliore dei loro compagni di classe italiani. Inoltre quasi il 4,8% inizia la scuola primaria a cinque anni.  Sono in crescita anche gli stranieri che, dopo essersi diplomati in Italia, scelgono di proseguire gli studi all'Università: nell'anno scolastico 2012/2013 sono stati il 3,1%.
L’80% degli alunni con cittadinanza non italiana si orienta verso un percorso di formazione tecnica e professionale; scelta dettata prevalentemente da ragioni economiche. A Nord Est l'iscrizione agli istituti professionali raggiunge il 42,1% e nella sola Emilia Romagna il 46,5%. I licei sono la prima scelta per gli immigrati provenienti da Romania, Ucraina e Albania.
Il Rapporto del Ministero per la prima volta si è occupato anche di alunni stranieri con disabilità certificata (visiva, uditiva e psico-fisica). Dai dati raccolti emerge che negli ultimi cinque anni la loro presenza è praticamente raddoppiata: ora sono il 3,1% tra gli alunni con cittadinanza non italiana e il 10,8% tra gli alunni con disabilità.
Fonte: MIUR

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