mercoledì 25 febbraio 2015

ADOLESCENTI IN RETE


Il rapporto di Save the Children sull'utilizzo di Internet da parte dei più giovani



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Dal rapporto di Save the Children emerge che i “nativi digitali” si dividono in due categorie: chi è sempre connesso attraverso il proprio smartphone e chi non ha mai effettuato un accesso ad internet.  I dati raccolti da IPSOS, per la  ricerca  di Save the Children, mostrano che i giovanissimi sono sempre connessi soprattutto grazie agli smartphone; il 59% usa WhatsApp e il 36% Instagram, il 51% conosce le regole della a privacy nella Rete, ma spesso non le rispetta. Il 41% dei giovanissimi costruisce  relazioni “virtuali” con persone che non conoscono direttamente;  uno su quattro invia messaggi, video o foto con riferimenti sessuali a gruppi dove conosce solo una parte dei partecipanti e il 33% organizza un appuntamento con qualcuno conosciuto in una chat. Il 46% degli intervistati afferma di aver scoperto che la persona incontrata in Rete non era quella che diceva di essere e il 35% afferma di aver subito atti di cyber bullismo.


Analizzando l’utilizzo  della Rete da parte degli adolescenti emerge come una parte di loro sembri  non percepire i pericoli in cui potrebbe incorrere con un uso scorretto delle nuove tecnologie; il 38% dei ragazzi ritiene le molestie via cellulare/email/internet una vera minaccia e la percentuale di chi sa che cos’è il pulsante “segnala abuso” su un social network non supera il 59% e scende al 53% tra i 12 e i 13 anni.
Tra gli adolescenti che utilizzano Facebook il 39% dichiara di essersi iscritto a 12 anni, il 32% afferma di aver dichiarato  di averne 18 al momento dell’iscrizione e il 36% non ha scelto un livello di privacy “ristretto” sul proprio profilo.
I dati ISTAT indicano però che, oltre a ragazzi e ragazze sempre connessi, vi sono  452.000 adolescenti che non hanno mai  usato Internet. Solitamente la maggior parte  degli adolescenti che non hanno mai effettuato un accesso a internet vivono in famiglie con condizioni economiche estremamente precarie (36,9%). Il divario tra chi è sempre connesso e chi invece non accede mai ad internet è rilevante anche a livello geografico: al Sud e nelle Isole la percentuale dei “disconnessi” sul totale dei ragazzi della loro età è del 17,4%, mentre al Centro si abbassa all’8,2% e al Nord si assottiglia al 7,4% .
Gli adolescenti che non possono utilizzare Internet spesso non hanno l’opportunità di vivere esperienze culturali trovandosi così in una condizione di “povertà educativa”. A conferma di ciò i dati mostrano che il 48,2% degli adolescenti “on-line” ha visitato un museo, e/o una mostra e/o un monumento o un sito archeologico nel corso dell’ultimo anno, mentre il dato scende al 25,7% tra i disconnessi.
Raffaela Milano, Direttore Programmi Italia-Europa di Save the Children, chiede un impegno da parte del Governo perché siano forniti alle scuole gli strumenti per colmare il digital divide che discrimina i ragazzi e le ragazze delle famiglie più povere e meno istruite rispetto ai coetanei e allo stesso tempo sia promosso un cambiamento complessivo del modo di insegnare e di apprendere.  Il dato, evidenziato nella ricerca, che l’assenza di opportunità di accedere alla Rete si associa spesso alla mancanza di altre opportunità culturali, mostra quanto sia alto il rischio che questi ragazzi vivano in uno stato di svantaggio sociale e culturale per tutta la loro vita.
Save the Children, monitorando il rapporto tra minori e nuove tecnologie, mostra quanto sia necessario garantire a bambini e ragazzi l’accesso al mondo digitale,  come risorsa importante per la loro crescita personale e culturale,  ribadendo però l’importanza che le istituzioni con la scuola in primis, e le famiglie forniscano loro strumenti adeguati per conoscere questa realtà e muoversi in sicurezza all’interno di essa.
La ricerca IPSOS è scaricabile alla pagina: www.savethechildren.it/pubblicazioni

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