giovedì 12 febbraio 2015

IL GIOVEDI DEL LIBRO

LA MIA FAMIGLIA SELVAGGIA di Laurent Moreau. 
 
 La casa editrice per l’infanzia Orecchio Acerbo propone un nuovo grande albo diLaurent Moreau dedicato alla famiglia della narratrice, una bambina di pochi anni che trasforma i suoi genitori, nonni, fratelli, zii, cugini, amica del cuore in altrettanti animali. La ragazzina individua con chiarezza vizi e virtù delle persone che la circondano e riesce a trovare inequivocabili analogie con gli animali che le condividono.


Ecco allora che il fratello più grande, “molto forte e rispettato”, è rappresentato come un enorme elefante che si aggira nel parco giochi e nessuno dei bambini lo disturba; il fratello minore, “la testa fra le nuvole”, bravo cantante, è rappresentato come un usignolo, il papà, “estremamente peloso”, è un leone disteso sotto un ombrellone in una assolata spiaggia... mentre lo zio ghiottone è un grande orso bruno e la mamma, grande e bella, ma timida e appartata, viene rappresentata come un’elegante giraffa che si aggira per le strade cittadine.


La ragazzina che racconta la sua eccezionale famiglia conclude la sua descrizione con un interrogativo… ”Non so se ho qualcosa di speciale. E tu?”, proponendosi con coda ed orecchie, maglia a righe bianche e nere: un’agile zebra?


L’ironia che sottende il testo di Laurent Moreau, la leggerezza delle analogie pur così puntuali sono sostenute dalla grafica eccezionale dell’illustratore. Le grandi tavole coloratissime sono piene di bambini, adulti, anziani sorpresi nella loro apparente quotidianità: un’aula scolastica, un parco giochi, una spiaggia, un autobus, una strada affollata, un grande magazzino, una periferia piena di tralicci.

Improvvisamente al centro della scena compare l’animale che domina con la sua inusuale presenza e crea discontinuità: bellissimo il cervo maestoso con le sue ramificate corna che campeggia nell’autobus all’ora di punta, lento, a rappresentare, nella testa della nipote, il nonno, che cortesemente "lascia sempre il posto alle signore".


Il segno nero che definisce le figure, la preferenza data a colori caldi, rosso, arancio, giallo, i particolari realistici, il disegno di una tovaglia, gli stivali in una vetrina, il vaso di fiori in un interno domestico, l’arredo delle pareti della classe dove siedono composti gli alunni rendono le pagine di questo libro graditissime ai bambini, dai tre anni, ai quali l’ho letto. Sono l’elefante in apertura e la giraffa in conclusione i più apprezzati degli animali “selvaggi”, come “selvaggia” è la famiglia rappresentata dalla ironica piccola narratrice.

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