domenica 15 febbraio 2015

Il Gioco Attivo per i bambini: intelligenza è creatività



Il gioco attivo avviene quando un bambino usa attivamente la propria fantasia. Entra nel suo mondo ‘magico’. Il bambino manipola la realtà che lo circonda, la trasforma, e spesso, con le sue stesse mani, inventa e costruisce qualcosa di concreto. Il gioco attivo nasce dalla spontaneità del bambino, dalla sua mente fervida, dalla stessa attività fisica che il gioco comporta, quando la fantasia si attiva: costruire fortezze segrete, combattere draghi, inscenare una rappresentazione, immergersi in un gioco di ruolo, travestirsi e trasformarsi.


Quello che accade nel momento in cui il bambino dice: Facciamo che io ero… e io facevo… ?

Pochi giorni fa ho seguito un evento  attraverso i canali social . L’evento, che coinvolgeva anche lo psichiatra e psicoterapeuta Raffaele Morelli, era incentrato APPUNTO sull’importanza del gioco attivo nei bambini.




I dati sono importanti:

In Italia il 22,7% dei bambini al di sotto dei 10 anni trascorre circa 3 ore e mezza del suo tempo davanti a uno schermo, sia esso del PB, di un tablet o di uno smartphone, a fronte di una media rilevata negli altri Paesi (Inghilterra, Francia, Germania e Russia) del 9,3%.

L’87% degli intervistati (quasi 9 su 10) infatti ammette di giocare sempre più sui dispositivi dotati di video a discapito di altre attività più tradizionali.

Questo non mi sorprende: vedo spesso bambini delle elementari abusare del telefono dei genitori, o dei giochi elettronici. A volte da soli, a volte per tenerli ‘buoni': al ristorante, in coda dal medico, ecc… Tuttavia non trovo siano dati particolarmente allarmanti: intorno a me, sia offline che online, noto sempre di più un' attenzione dei genitori rivolta al gioco attivo.
Siamo ancora in tempo!

A fianco a questa tendenza, la ricerca ha rilevato il forte desiderio di trovare un’alternativa a questo tipo di attività che contempli il gioco attivo con il bambino.


Ovvero nell’esercizio della fantasia. Vero o no?

Il gioco attivo stimola l’intelligenza

A livello cognitivo, il gioco attivo è fondamentale per i bambini in età evolutiva: stimola l’attività cerebrale, sviluppando e rinforzando le sinapsi.

Stimola la coordinazione del bambino, che impara ad utilizzare le mani per creare, per diventare un artigiano della fantasia. Tutto questo ha un impatto sulla coordinazione motoria, sulla postura e quindi sulla creazione di una buona immagine di sé: il gioco attivo rinforza l’autostima nel bambino, offrendogli solite radici per affrontare la realtà vera del mondo, dopo averla affrontata con l’immaginazione, e avere trovato le soluzioni più creative per risolvere i problemi.

Proprio attraverso la manipolazione di oggetti veri, soprattutto nei giochi di movimento e nei giochi di ruolo, i bambini comprendono la realtà attraverso la propria fantasia. Una commistione di verità e immaginazione che arricchisce il loro patrimonio intimo, il loro pensiero, la loro capacità di stare al mondo e crescere serenamente.

La capacità stessa di giocare, è gioco in sé. La capacità di FARE con le proprie mani, di costruire.

La creatività e la spontaneità sono una potente medicina per il cervello.

Il gioco attivo è ciò che viene fatto con le mani e produce un risultato.
Ma la creatività nasce anche dalla noia. Dalla capacità di attendere, di esercitare la pazienza, di avere a disposizione del tempo VUOTO che il bambino possa riempire con la sua fantasia.
Cosa che non accade con PC, telefono e tablet, che non lasciano spazio alla noia o alla riflessione, ma anzi ‘succhiano’ il tempo – il quale trascorre senza la necessaria consapevolezza.

La noia è un’esperienza fondamentale per lo sviluppo cognitivo. Attraverso di essa il bambino è stimolato a farsi domande, a esplorare il suo piccolo universo, a trasformare la realtà che lo sta annoiando! Allo stesso modo l’attesa e la concretezza hanno a che fare con il reale, con il mondo vero.

Creare con le proprie mani è un potente anti depressivo, e noi stesse lo sappiamo bene, visto che a colpi di uncinetto e glitter abbiamo in qualche modo dato la svolta alle nostre vite, o creato legami di amicizia fortissimi, o iniziato delle attività artigiane.

Raffaele Morelli afferma: I giochi digitali rappresentano una valida alternativa, se utilizzati per periodi limitati di tempo. Le due dimensioni possono e devono coesistere. Il gioco attivo implica un’attività reale e concreta, attraverso la quale i bambini comprendono come far funzionare le cose e che da una loro azione può scaturire un effetto concreto. Il gioco attivo non è solo un passatempo, serve proprio per potenziare le loro capacità innate, che sono immense.

C’è ancora un mondo di fiaba, che ci aspetta. Come diciamo sempre, non solo per i bambini, ma per noi stessi.

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