mercoledì 11 giugno 2014

INFO UTILI DAL SITO DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA

Redditometro, come rispondere ai controlli del fisco

Sono in arrivo 20mila lettere con le quali l’Agenzia delle Entrate chiederà conto dello scostamento tra redditi e spese. I consigli per tutelarsi.
Redditometro, come rispondere ai controlli del fisco
È in arrivo la carica delle 20mila lettere, quelle inviate dal fisco per i controlli sull’anno d’imposta 2009, ovvero i redditi dichiarati con l’Unico 2010 o con il 730 del 2010. I contribuenti individuati come possibili “evasori” stanno già ricevendo le missive con le quali l’Agenzia delle Entrate chiede chiarimenti sulla loro situazione economica.
I controlli scattano quando il fisco, ricostruita la situazione economica del contribuente grazie al redditometro, registra una discrepanza superiore al 20% con quanto dichiarato in sede di dichiarazione dei redditi. E siccome il numero delle lettere di controllo è stato notevolmente diminuito, dalle 35mila iniziali si è scesi a 20mila, è probabile che i controlli, almeno in un primo momento, scattino soltanto per coloro che superano di gran lunga la soglia del 20% tra uscite ed entrate dichiarate.

“Differenza eclatante”
Redditometro

Nel caso in cui il postino recapiti la busta firmata dall’Agenzia delle Entrate la prima regola è: niente panico. È subito possibile dimostrare di essere in regola: insieme alla lettera dall’Agenzia, infatti, arriva anche un prospetto con le spese che il fisco contesta al contribuente e sul quale è possibile indicare l’origine delle entrate che hanno permesso di effettuare la spesa sospetta.
Sul fatto che i controlli veri e propri scattano quando il fisco registra una discrepanza superiore al 20% tra i dati del redditometro e le dichiarazioni dei contribuenti, rassicura il direttore dell’Agenzia, Attilio Befera: “Le lettere di avvio dei controlli da nuovo redditometro riguarderanno solo casi in cui la differenza tra reddito dichiarato e speso sia eclatante e solo spese effettivamente sostenute, in linea con le indicazione del garante della Privacy”.
Gli accertamenti riguardano le spese certe effettuate dal contribuente per acquistare beni mobili iscritti in pubblici registri (automobili, moto e natanti), beni il cui importo unitario supera i 3.600 euro (tipo spese per viaggi all’estero, crociere, acquisto di prodotti hi-tech, mobilia), immobili intestati e spese per investimenti. Questi dati verranno poi incrociati con quanto risulta all’anagrafe tributaria.
Il contribuente che riceve una delle 20mila lettere per i controlli sui redditi prodotti nel 2009 per prima cosa deve leggere la lista delle spese contestate dal fisco. Nel prospetto inviato con la lettera, infatti, vi è uno spazio apposito per modificare i dati “contestati” che risultano in possesso dell’Agenzia o per spiegare l’origine dei soldi con i quali si è effettuato quella spesa.

Il contraddittorio
Redditometro 1

La lettera indica una data precisa in cui il contribuente è invitato al contraddittorio presso l’Agenzia territoriale di riferimento. Se si è impossibilitati a presentarsi all’appuntamento, si ha tempo 15 giorni dal ricevimento della lettera per chiederne la spostamento contattando il numero di telefono o l’indirizzo mail riportato nella lettera. È importante presentarsi all’appuntamento con la lettera ricevuta, perché oltre a contenere le spese contestate, indica anche la data di notifica e quindi ha un valore giuridico.
Se vengono forniti chiarimenti esaustivi su “spese certe”, “spese per elementi certi”, investimenti e quota di risparmio dell’anno, l’attività di controllo basata sulla ricostruzione sintetica del reddito si esaurisce nella prima fase del contraddittorio e quindi si chiude automaticamente l’attività di controllo sull’utente.
In caso contrario il fisco provvederà a effettuare controlli più approfonditi, anche tramite indagini finanziarie e il contribuente sarà nuovamente inviato a un secondo contraddittorio. In caso di mancata presentazione all’incontro o se le risposte fornite fossero incomplete o non veritiere il fisco può decidere di applicare una sanzione da 258 a 2.065 euro.

Le diverse fasi dell'accertamento
Redditometro 2

1. Il contribuente riceve la lettera dell’Agenzia delle Entrate e viene convocato per un accertamento se tra “entrate” e “uscite” risulta uno scostamento superiore al 20%.
2. Si apre il contraddittorio: il contribuente deve motivare le proprie spese in base ai redditi dichiarati.
3. Se il contribuente fornisce giustificazioni, il contraddittorio si conclude con un verbale che lo solleva da qualsiasi conseguenza.
4. Al contrario: se le informazioni non sono sufficienti, l’Agenzia delle Entrate propone un accordo sulla base dello “scostamento” accertato. L’accordo può essere respinto dal contribuente.
5. In caso di mancato accordo, l’amministrazione deve personalizzare l’accertamento sul contribuente.
6. L’ufficio provinciale dell’Agenzia emette il verbale di accertamento.
7. Se il contribuente intende opporsi al verbale deve promuovere un processo dinanzi alla commissione tributaria provinciale.

Si può fare sempre il ricorso
Redditometro 4

L’Agenzia, come detto, seleziona una percentuale di contribuenti che in funzione dei redditi dichiarati hanno tenuto un tenore di vita superiore al reddito dichiarato. Ciò è fondamentalmente giusto per far emergere l’emersione di redditi prodotti in nero nel mercato dei beni di lusso.
Ad esempio, il possessore di una autovettura di 150 cavalli che ha dichiarato un reddito da impresa di 15.000 euro può essere assoggettato - giustamente - a verifica, dalla quale l’Agenzia cerca di far emergere come e dove il contribuente abbia realizzato u­tili derivanti da ricavi non dichiarati.
Professionisti e artigiani, che forniscono prestazioni senza rilasciare regolare fattura, saranno ovviamente sospettati di avere delle disponibilità superiori a quelle denunciate. Per capirci: i 15.000 euro annui bastano a sopravvivere ma non certo a giustificare il possesso di un bolide da 150 cavalli, per cui è legittimo che l’Agenzia delle Entrate si “incuriosisca”.
Quando si verificano tali incongruenze, l’accertatore invita il contribuente, a fornire le giustificazioni delle spese, concedendo al destinatario la possibilità e un termine congruo per poter rispondere. Se le giustificazioni risultano valide in fase di contraddittorio, si verbalizza e si chiude l’accertamento.
In caso invece di insufficiente giustificazione, l’A­genzia delle Entrate emette l’avviso di accertamento, con l’addebito della maggiori imposte a seguito dei maggiori introiti presunti.

Come fare ricorso
La mediazione tributaria.news

Contro l’avviso di accertamento si può fare opposizione alla commissione tributaria provinciale. Quali sono le giustificazione accettabili in sede di istruttoria e di ricorso?
Le dazioni di terzi, innanzitutto. Parliamo di somme che il contribuente può ricevere da un genitore, un parente o da una terza persona. Se può dimostrarlo, è sollevato dall’accertamento ovvero dalla rettifica del reddito dichiarato e dalle sanzioni. La medesima giustificazione può valere se dimostra di ricevere un mantenimento temporaneo, che si aggiunge alla disponibilità del reddito prodotto in proprio.
Si pensi a un giovane che ha un impiego ridotto e che dalla sua famiglia riceve un “appannaggio gratificante”, un contributo mensile a integrazione del proprio reddito. Oppure può essere il caso di una donna separata (effettivamente o legalmente non fa la differenza) alle cui spese provvede o contribuisce il coniuge.

Nessun commento:

Posta un commento

se vuoi lascia un commento